IL BORGO MEDIOEVALE
Bassiano
IL BORGO MEDIOEVALE
Bassiano
Dal X sec. d.C.
Bassiano è un comune italiano di 1 432 abitanti, il più alto della provincia di Latina nel Lazio dopo Rocca Massima e Campodimele. Detiene la Bandiera arancione.
Questo borgo, immerso tra i monti Lepini si trova a ridosso del monte Semprevisa uno dei più alti monti della provincia di Latina, le sue origini sono ancora oggi un mistero. C’è chi li attribuisce a divinità mitologiche, chi ad imperatori romani vantando che Bassiano sia stata fondata dall’imperatore Caracalla, c’è invece chi attribuisce il nome a San Bassiano vescovo di Lodi. Ciò che è sicuro e che Bassiano fu abitata intorno X secolo da un piccolo gruppo di pastori e contadini costretti a rifugiarsi dai barbari, in questo luogo completamente coperto alla vista della pianura.
Il Castrum
Le maestose mura castellane, fatte costruire dai Caetani nel XIII secolo, costituiscono la struttura a spirale del paese, una serie di scalette crea un gioco tra i vicoli e passaggi nascosti che culminano verso la collina in cui troneggia la chiesa di S. Erasmo e la piazza della Torre Civica. Le tre porte di accesso al borgo non rappresentano semplicemente un’apertura nelle mura ma un luogo dì incontro fra due mondi: l’urbano ed il rurale, l’interno e l’esterno. Entrando nel borgo attraverso l’arco della Porta nuova e affacciandosi dalla terrazza del belvedere ci si ritrova immersi in un mare di verde fatto di faggi di lecci e di querce. Il borgo medioevale è costruito da antiche case chiamate “Case Torri” interrotte da una serie di affascinanti vicoli.
BASSIANO
la storia
Le origini
Le origini di Bassiano, il suo centro collinare, sono ancora avvolte da un’aura di mistero, ma alcuni autori hanno presentato diverse teorie sulle sue radici. Alcuni hanno evocato divinità mitologiche, mentre altri hanno collegato l’origine del nome a imperatori romani, sostenendo che Bassiano possa essere stata fondata da Caracalla, l’imperatore romano, o possa aver preso il nome da San Bassiano, vescovo di Lodi. La storia di Bassiano inizia sicuramente intorno al X secolo, quando un piccolo gruppo di pastori e contadini fu costretto a cercare rifugio in questo luogo, ben nascosto alla vista della pianura, a causa delle frequenti incursioni barbariche.
Le prime testimonianze scritte su Bassiano risalgono al 1169, quando un documento rinvenuto negli archivi della collegiata di Santa Maria in Sermoneta fa riferimento al recupero del Castrum, che era stato sottratto con l’inganno a un Signore di Bassiano da un certo Gregorio Leonis.
La connessione storica e territoriale con l’area della Torre di Acquapuzza, che potrebbe essere la continuazione del castrum latino di Acquaputrida, appartenuto a Caracalla, suggerisce l’ipotesi che il nome “Bassiano” possa derivare dall’antroponimo “Bassianus”, originariamente associato al Castello di Acquapuzza e solo successivamente trasferito al centro collinare a seguito di una migrazione della popolazione.
Infatti, l’area dell’Acquapuzza e della vicina contrada di Antignano, sebbene oggi siano isolate dal resto del territorio comunale in termini di infrastrutture stradali, rappresentavano in tempi antichi le principali vie di accesso al paese collinare, situato proprio alle spalle di questa località pedemontana, nascosto da rilievi montuosi. Quest’area pedemontana costituiva anche l’unica porzione di territorio comunale di Bassiano che si affacciava ai margini dell’Agro Pontino, una zona limitata e decentrata che conferma il forte legame tra le due località. Ciò suggerisce che il centro collinare potrebbe essere stato fondato da una migrazione proveniente dalla più antica località pedemontana, quando questa fu abbandonata.
Inoltre, il toponimo “Antignano” o “Antignana” potrebbe richiamare l’aggettivo “Antoniniano”, collegato nuovamente a Caracalla e a una sua Villa, la cui esistenza è confermata dalle antiche fonti proprio nelle vicinanze del castrum di Acquaputrida.
Medioevo
Nel 1240, Papa Gregorio IX riconosce a Trasmondo Annibaldi il titolo di Signore dei Castelli di Sermoneta e Bassiano, come segno di gratitudine per l’aiuto fornito contro i tentativi di invasione di Federico II. La dinastia degli Annibaldi governerà il paese fino al 1297, quando il castello passerà nelle mani dei Caetani, che lo governarono fino alla soppressione dei feudi, ad eccezione di un breve periodo di dieci anni (1492-1502), in cui il potere fu esercitato dalla famiglia dei Borgia.
La storia di Bassiano è fortemente segnata dall’azione dei movimenti spirituali del XIII e XIV secolo, che svolsero un ruolo fondamentale nel rinnovamento sociale dell’epoca. I fraticelli spirituali, seguaci rigorosi della regola di San Francesco d’Assisi, trovarono rifugio nella grotta di Selva Scura, oggi annessa al Santuario del Crocifisso. Inoltre, alcuni credono che i Cavalieri Templari abbiano lasciato il segno della loro presenza nel Santuario del Crocifisso e nella piccola chiesa di San Nicola.
Rinascimento
È solo agli albori del XVI secolo che i Caetani iniziano a lasciare un’impronta indelebile del loro dominio sulla terra di Bassiano. Fu Bonifacio Caetani a costruire nel 1554 un importante palazzo, concepito come rifugio dalle insidie della palude e come luogo di cura per la sua salute fragile. Questo palazzo incorporava al suo interno case e botteghe medievali che i Caetani avevano acquisito nel corso del XV secolo, nella zona conosciuta come “Porta Salamandra,” la principale via di accesso al Castrum.
Nel 1541, Camillo Caetani emanò gli statuti di Bassiano, sottoponendo tutto al suo controllo: proprietà, famiglia e chiesa. Tuttavia, in quegli stessi anni, un’arma più potente della polvere da sparo e degli archibugi stava prendendo piede: il libro. Grazie al tipografo umanista Aldo Manuzio, il libro iniziò a diffondere cultura e idee, riscattando la gente dall’oppressione dei potenti.
Questo periodo di trasformazione e crescita culturale segna una fase significativa nella storia di Bassiano. L’edificazione del palazzo Baronale dei Caetani rappresenta una testimonianza tangibile del loro potere e influenza sulla regione. Allo stesso tempo, la diffusione dei libri attraverso la stampa contribuisce a emancipare la comunità locale, permettendo alle idee e alla conoscenza di circolare liberamente, indipendentemente dalla stretta presa dei dominatori.
BASSIANO
COSA VEDERE
Il centro storico
Il centro storico del borgo medievale di Bassiano ha una caratteristica struttura a spirale ed è circondato da mura e “case torri”. Tra le cose da vedere nel centro storico sicuramente è da non perdere il palazzo Caetani ,l’antico palazzo dei feudatari fatto costruire dai Caetani nel Cinquecento ed attualmente sede dell’amministrazione comunale e del Museo delle Scritture.
Troviamo poi la casa natale di Aldo Manunzio celebre editore del cinquecento, la Chiesa di San Nicola con numerosi affreschi tra cui alcune scene relative alla donna colpita dalla peste ed ad Erode e Salomè, la chiesa di Sant’Erasmo e la ex chiesa di Santa Maria ormai sconsacrata.
Infine consigliamo di passare dalla Piazza della torre e la suggestiva terrazza panoramica, senza dimenticare di perdersi tra i vicoli del borgo.
"Santuario del crocifisso" e la sua grotta
A pochi chilometri dal centro città in una piccola strada, chiamata via della Croce, troviamo immerso in una vallata il Santuario del Crocifisso e la Grotta di selvascura chiamata anche Grotta dei templari. Il Santuario del Crocifisso, chiamato in antichità Chiesa della Madonna della Palma, prende il nome dal Crocifisso custodito al suo interno e scolpito da Fra’ Vincenzo Pietrosanti nel 1673.
Al suo interno si trova una caverna naturale con affreschi che ritraggono la Madonna col Bambino, la Maddalena, l’Annunciazione, la Crocifissione, purtroppo alcuni di essi si sono deteriorati a causa dall’umidità. In questo luogo, soggiornano due diversi gruppi religiosi: i Fraticelli spirituali francescani, scomunicati da papa Giovanni XXII e i cavalieri Templari provenienti dalla vicina Valvisciolo.
Si può facilmente raggiungere dal Centro di Bassiano, partendo dalla Porta Nuova seguendo Via della croce e svoltando in Via Fra Vincenzo Pietrosanti.
"Museo delle Scritture Aldo Manunzio"
Aldo Manuzio
Mosso dal desiderio di preservare la letteratura e la filosofia greca, nonché il grande patrimonio della letteratura latina, diffondendone i capolavori in edizioni stampate, Aldo Manuzio, nel 1494, aprì la tipografia nella contrada Sant’Agostino e rapidamente, in tutta Europa, i suoi volumi furono conosciuti con il nome di “edizioni aldine”. Tra le innovazioni più significative alla moderna cultura della scrittura, da egli apportate, annoveriamo: l’avvio nel 1501, a una collana di libri in cui per la prima volta venne utilizzato il carattere corsivo; la definitiva sistemazione della punteggiatura con l’invenzione del punto e virgola; la creazione del libro tascabile; e, infine, l’introduzione della numerazione delle pagine.
Il museo
Ricavato all’interno del cinquecentesco Palazzo Caetani, il Museo è accessibile attraverso Porta Salamandra, l’antica porta cittadina.
Sul piano dell’allestimento il Museo delle Scritture presenta scenografie suggestive e dispositivi interattivi, efficaci a promuovere un apprendimento attraverso la partecipazione diretta, permettendo di conoscere facendo esperienza.
Tre sale espongono macchine tipografiche e suggeriscono un percorso storico in cui si può leggere l’evoluzione della scrittura dalle tavole in pietra fino ad arrivare ai moderni pc, passando per varie forme di comunicazione quali la posta, i cellulari, i manifesti e le penne. L’allestimento mette, quindi, in risalto le forme di comunicazione che hanno contribuito a scrivere la storia evidenziando le rivoluzioni tecnologiche nel campo della comunicazione
Le testimonianze in mostra documentano, inoltre, il rapporto degli abitanti del paese con la scrittura nelle pratiche lavorative, nelle esperienze scolastiche, autobiografiche e liriche.
Sala “Graffiti. Ovvero dei vantaggi secondari dell’esclusione”
La sala Graffiti è la più rilevante del palazzo e la più significativa dal punto di vista del tema del museo. Un vero e proprio documento che ha richiesto numerose opere di restauro e puntuale valorizzazione, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Le pareti della sala presentano graffiti e disegni a carboncino. Vi si scorgono testi di denunce, riproduzioni di paesaggi, simboli religiosi, volti e tanto altro di non sempre immediata individuazione e di completa comprensione.
È legittimo suppore che tali scritture, per buona parte risalenti alla fine del Settecento e ai primi decenni dell’Ottocento, siano state prodotte da persone recluse, quando la struttura ospitava la prigione.
I graffiti rappresentano una grande testimonianza storica, riuscendo ad evocare le storie e la mentalità degli uomini di quel periodo.
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Esperienze gastronomiche
Raccontando di Bassiano non possiamo dimenticarci delle sue eccellenze enogastronomiche tra cui il Prosciutto di Bassiano famoso in tutta Italia per il suo ricco sapore, l’olio extra vergine d’oliva ottenuta con lavorazione meccanica, le salsicce, le coppiette, i formaggi ed i dolci tipici. Tra quest’ultimi troviamo quelli che venivano storicamente preparati per le feste religiose :
Pizza d’ova sbattute
Ciammelle de magro
Ciammelle bolognesi
Frittelle di San Giuseppe
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